La Luce oltre la Luce
Inizio, Iniziazione, Principio e Fine

L’autentica iniziazione e le implicazioni di ordine sacrale che sottendono al Cammino ermetico sono il frutto di una ricerca che si snoda verso le regioni spirituali(ermeticamente intese), volto a intraprendere percorsi occulti riconducibili all’Ermetismo, all’Alchimiae alla Magia del fare. L’inconscio è il luogo dove si sostanziano le mutazioni alchimiche e interiori, capaci di rafforzare il Tempio dello Spirito purificandone la struttura. Questo continente inesplorato suggella il patto d’alleanza con le dimensioni arcane e diviene il punto nodale da cui si dipartono quegli elementi interiori deputati ad attivare il cambiamento. Uno strumento primario, dunque, che per mezzo delle simbologie, delle tecniche operative e delle conoscenze segrete trasmette un importante messaggio macrocosmico e spiritualizzante. Lo Jerofante, il Magus, al pari del pellegrino si incammina sulla Via celeste alla ricerca di se stesso: il vero . E per farlo si serve dell’antica Sapienza. Si concreta così la trasmutazione totale che consente di accedere alla soglia dei Misteri. In tal modo, l’uomo di conoscenza percorre i sentieri della vita incurante di quanto gli accade intorno. “Incurante” tuttavia non significa necessariamente “non partecipe”: “Vivi nel mondo, ma non secondo il mondo”, affermava il Maestro, il Cristo. Si comprende così la necessità di rendersi inaccessibili alfine di fortificarsi e ciò è assolutamente indispensabile se si vuole creare un edificio solido e incrollabile all’interno del quale scorrerà inarrestabile il flusso Divino, l’Energia Primaria o motore universale. Le fondamenta di questa costruzione sono costituite dalla mente - o zona interna dell’essere umano - l’edificio è invece rappresentato dal corpo. Una mente salda e un corpo sano rendono possibile l’edificazione del Tempio Spirituale, l’Atanordell’Ars Magna in cui si generano i processi arcani e le mutazioni, trasformazioni finalizzate a sopprimere le scorie della personalità, la parte rozza e grossolana dell’Uomo-Iniziato. Il processo in questione è connesso con la Nigredo, o fase al nero della Grande Opera alchimica, durante la quale la materia vile si decompone (Nigredo) e da essa rinasce la Materia Prima o Pietra Filosofale (Albedo) che si trasmuta successivamente nell’Oro dei filosofi (Rubedo). Eliphas Levi, il maestro dei maestri, parlando della solidità del tempio interiorizzato, simile alla pietra, scriveva: “La pietra è: nell’ordine divino la vera scienza universale, dalla base quadrata, solida come il cubo, assoluta come la matematica; nell’ordine naturale la vera fisica, quella che deve rendere possibile per l’uomo la regalità e il sacerdozio della natura, facendolo re e sacerdote della luce…”.

Il Maestro è il seminatore e il discepolo il campo da coltivare

Il maestro iniziatore è paragonabile al seminatore mentre il neofita riveste il ruolo del campo che deve essere arato e seminato per ricevere il seme, che una volta interrato germoglierà. Il contadino, come sappiamo, sotterra il seme e lo pone al buio, lo semina con cura affinché la gestazione della futura piantina avvenga senza inconvenienti e, una volta spuntato il germoglio, cresca sano e robusto. Analogamente il maestro inserisce nel discepolo - il campo da coltivare, la terra o materia fisica-pesante - il seme sapienziale che un domani fruttificherà facendo insorgere nell’iniziando la scintilla ermetica, il lampo geniale (dal latino gigno, generare, creare) che darà vita al concepimento occulto e alle dinamiche di autocoscienza necessitanti per lasciare emergere l’Uomo Antico, il Dio segreto racchiuso nell’intimo dell’essere umano evoluto. Nei Vangeli Apocrifi rinvenuti a Nag Hammadi(Egitto) nel 1945, è scritto: “…Gesù, che stava camminando, si fermò sulla sponda del fiume Giordano e stese la sua mano destra…e seminò sul fiume: ed ecco che davanti a loro l’acqua portò frutto”. Il Cristo, l’iniziatore, getta un seme nell’acqua (elemento lunare passivo, o utero femmineo) e dall’acqua si manifesta il frutto. È chiaro il riferimento alla matrice femminea dell’uomo sottile, il Corpo Lunare o Mediatore Plastico, che come l’acqua possiede una memoria capace di ritenere tutte le sensazioni ricevute, passate, presenti e future, e come l’acqua può mutare forma e adattarsi. In questa maniera è in grado di assumere tutte le forme possibili e divenire ciò che vuole. Il seme inserito nell’iniziando va a risvegliare il Mediatore Plastico il quale assume una nuova identità, un nuovo stato d’essere. L’iniziazione non è per tutti, non si adatta a qualunque individuo, anche se predisposto in modo latente, ma viene conseguita e conquistata unicamente da chi ne possiede le caratteristiche per nascita. Nel Vangelo Copto di Tomaso, facente parte anch’esso degli apocrifi di Nag Hammadi, troviamo una interessante metafora su quanto esposto quando Gesù afferma: “Ecco uscì il seminatore. Riempì la sua mano e gettò (la semente). Qualcosa cadde sulla via: vennero gli uccelli e lo beccarono; altro cadde sulla pietra: non mise radice in terra e non levò la spiga al cielo; altro cadde tra le spine che soffocarono la semente e il verme se la mangiò; altro cadde sulla terra buona e portò buon frutto: produsse più del sessanta e del cento per cento”. La terra buona raffigura colui che possiede tutte le caratteristiche e le peculiarità occulte che sono fondamentali per essere avviato all’iter iniziatico e, in seguito, reso edotto circa i segreti ermetici - operativi.

La Luce e la Via.
Il Cammino della Conoscenza

La Luce, fonte inesauribile di potere e di spiritualità attiva, attira a sé le menti inclini a ricevere la forza e a ritenere l’energia primigenia. Energia che si manifesta sotto forma di intuizione, di folgorazione e dipana lo scibile ermetico che apporterà le dovute modifiche dapprima nell’organismo fisico, e in un secondo tempo in quello occulto. La soglia si schiude e il viaggio ha inizio. Un viaggio che non ha mai fine, ma prelude a un nuovo principio e ancora ad un altro viaggio apportatore di nozioni, culminanti in una costante espansione della coscienza. La dilatazione delle zone subconscie determina un crescita, una moltiplicazione dei meccanismi interni che presiedono alla mutazione completa. Nel Kybalion, opera ermetica attribuita al Tre volte Grande Ermete Trismegisto, possiamo leggere: “Tutto è mente. L’Universo è mentale”. L’assioma appena menzionato allude al fatto che ogni cosa si diparte e nasce dalla Mente Infinita e che la realtà sostanziale  sottostà a tutte le manifestazioni esterne e alle apparenze a noi note con nomi diversi: fenomeni della vita, “materia”, energia. Tutto ciò che appare ai nostri sensi materiali in poche parole procede dal comparto mentale. Il Tutto è Spirito, è inconoscibile e indefinibile, ma può essere considerato e pensato come mente universale, infinita e vivente. La Conoscenza assoluta è parte della mente universale. L’atto creativo che scaturisce dall’immaginazione attiva è un parto della mente che mette in moto i meccanismi di assemblaggio delle idee ermetiche, e consente di operare dei cambiamenti tangibili sulla realtà circostante. L’energia e la luce sono gli elementi primari posti alla base della genesi occulta. Quando la mente dell’uomo vibra all’unisono con la mente universale e con il Principio Creatore si crea l’atto magico che permette di dare vita alla creazione ermetica.

Il Principio del ritmo: l’oscillazione invisibile

Seguendo i precetti occulti custoditi nel Kybalion perveniamo ad altre conoscenze di ordine iniziatico. Tra le pagine di questo antico testo di saggezza viene riportato il seguente postulato: “Ogni cosa fluisce e rifluisce; ogni cosa ha le sue fasi; tutte le cose s’innalzano e cadono; l’oscillazione del pendolo si manifesta in tutte le cose; la misura dell’oscillazione a destra è la misura dell’oscillazione a sinistra; il ritmo compensa”. La legge espressa in quest’opera ermetica pone in evidenza che ciascuna cosa è soggetta a un movimento, un’oscillazione, un moto simile a quello che fa muovere il pendolo. A tale riguardo è importante sapere che esiste sempre un’azione e una reazione, un avanzamento e una retrocessione, un innalzamento e un abbassamento. Ciò avviene e si manifesta in tutte le cose che sono contenute nell’universo visibile e in quello Invisibile: nei sistemi planetari, nelle stelle, nei mondi conosciuti o sconosciuti, negli animali, negli uomini, nella mente, nell’energia e nella materia. L’applicazione naturale di questo principio appare evidente allorquando assistiamo alla distruzione o alla creazione dei mondi e la sua azione si estende agli stati mentali dell’uomo. La ritmicità che accompagna le maree ascendenti e discendenti, in intima connessione con le fasi della Luna, spiega le correnti energetiche dissonanti - o al contrario armoniche - che si formano nella regione mentale. Il segreto dei segreti consiste proprio nel dominare le maree ritmiche e le oscillazioni che intervengono a livello interno, solo così l’ermetista è in grado di padroneggiare le correnti dell’Astrale e modificare gli stati interiori contrari. L’applicazione e il dominio della ritmica-energetica è universale, e gli ermetisti hanno scoperto come neutralizzare in loro stessi gli effetti mediante appropriate tecniche operative. Non potendo annullare il principio oscillatorio, lo neutralizzano per mezzo di una legge mentale detta neutralità ermetica. Per quanto possibile l’iniziato riesce a sfuggire i suoi effetti, a creare una condizione di distacco, ma la parola non rende appieno l’azione esposta. La Luce deve dissipare il buio, anche se essa procede dall’oscurità che la partorisce dopo la gestazione. La dominazione delle oscillazioni e del ritmo rientra in quell’arte ermetica antichissima conosciuta solamente dagli iniziati di alto livello. La fermezza mentale, il perfetto equilibrio e la manipolazione di tali energie conducono a una potenza d’azione inimmaginabile. L’iniziazione diviene  allora feconda e tutti gli ostacoli vengono superati permettendo l’accesso alle sfere superiori, i livelli più alti, dove la Luce purifica l’essere. Qui il principio e la fine si fondono, l’Alfa e l’Omega divengono Uno.   

Stefano Mayorca

Pubblicato sul Giornale dei Misteri (2007)