Ipnosi e Parapsicologia - Stati coscienti di alterazione nelle pratiche magiche

La mente, le sue tortuose propaggini e i numerosi enigmi che in essa si celano, sono lo specchio di un mistero insondabile e in parte ancora inesplorato. Fin dai tempi più remoti, agli albori dell’umanità, i fenomeni di ordine psico-magico, accompagnati da manifestazioni di matrice paranormale, si sono sostanziati a diversi livelli tra gli esseri umani, consapevoli o meno degli avvenimenti insoliti che vivevano. L’interazione con forze ignote, in gran parte inesplicabili, sanciva il contatto con la parte secreta dalle valenze extranormali. In tal senso, l’accesso a volte “casuale” a un patrimonio sapienziale e sconosciuto si verificava in condizioni particolarissime, consentendo a colui che si trovava in “uno stato altro” di acquisire “conoscenza”. Stiamo parlando del noto “Inconscio collettivo” teorizzato da Carl G. Jung (1875-1961), un deposito di memoria vastissimo, per così dire, in cui sono racchiuse enormi quantità di nozioni registrate in quella piccola porzione di materia che chiamiamo cervello. Non è possibile a riguardo stabilire un calcolo dei dati immagazzinati che in esso sono custoditi e la loro origine pare risalire ai nostri lontani progenitori. Queste nozioni, secondo gli scienziati, hanno attraversato i millenni giungendo fino a noi sottoforma di notizie conservate nell’apparato cerebrale. Il cerebro, in sostanza, possiede una memoria di proporzioni indescrivibili. Quando la mente cosciente entra in contatto con il subconscio e questo a sua volta si mette in comunicazione con l’Inconscio collettivo, si origina un aumento costante di dati mediante l’interazione diretta con la memoria appartenente agli altri inconsci. Le antiche classi sacerdotali a sfondo iniziatico e secretato conoscevano perfettamente tale mistero, non stupirà dunque apprendere che per i sapienti del passato l’Inconscio collettivo prendeva il nome di “Mondo Astrale” (da astreo = buio, privo di luce) o Luce Astrale. La Luce Astrale può essere considerata il “Serbatoio primigenio”. Secondo il celebre occultista Eliphas Levi la Luce Astrale è: “…Satura di anime che essa libera nella generazione incessante degli esseri. Queste anime hanno volontà imperfette che possono essere dominate ed impiegate da volontà più possenti. Sono gli èlèmentals, esseri istintivi e mortali, intermediari tra il mondo fisico e l’intellettuale, sono spiriti o anime degli elementi capaci di bene e di male, secondo la volontà che li dirige e li domina”. Dunque, tali aspetti o enti dimorano nel nostro essere più profondo, nel cervello? In parte è proprio così, queste forme energetiche di diversa natura e grado intellettivo sono in noi e attorno a noi. In poche parole, hanno sede nel cervello e possiedono simultaneamente anche una “vita” al di fuori di esso, oggettiva e reale. Molte delle idee inconsce che affiorano in certi momenti, quindi, sono per certi versi veicolate anche da tali forme “viventi” su di un altro piano percettivo. Possiamo aggiungere che nella nostra mente esistono differenti stati interiori o più precisamente “settori” in cui sono collocate “realtà” inconsce di vario ordine e importanza, tanto volte al bene quanto al male. Ma non è tutto. In noi sono presenti anche aspetti elevatissimi, aureo bagliore del Divino, Luce inestinguibile che guida verso le regioni inaccessibili dell’Uno, unico Signore e Creatore.


I due aspetti della mente
Neopallio e Archipallio

Per comprendere appieno quanto enunciato, è necessario analizzare con cura alcuni aspetti straordinari del nostro apparato cerebrale. Cominciamo col dire che l’inconscio è uno strumento sensibilissimo che registra tutte le impressioni connesse con i cinque sensi, convogliandole permanentemente nel suo deposito di memoria. Parafrasando le parole dello scienziato Donald Laird, possiamo affermare che mentre la parte cosciente della mente registra esclusivamente i particolari ritenuti interessanti, la memoria dell’inconscio raccoglie costantemente tutte le informazioni in modo preciso. Il pensiero inconscio agisce in maniera misteriosa, senza che l’uomo si renda conto del fenomeno ed emerge riuscendo a superare tutte le barriere, modificando in tal modo i pensieri del conscio. Le idee celate nel mondo sommerso (Astrale) insomma, salgono in superficie (zona cosciente del cerebro) trasformando i pensieri e le azioni quotidiane. L’inconscio vede e sente cose che la mente conscia non è in grado di percepire, ricorda particolari che quest’ultima dimentica. Il potere di questa percezione subconscia, intuitiva, da sempre è stato al centro dell’operatività magico-iniziatica, per esempio nell’ambito dei Misteri Eleusini, delle iniziazioni isiache (Alta magia lunare) e in generale di qualsivoglia Scuola di Ermetismo operativo. Gli scienziati hanno definito il potere attribuito alla zona nascosta della mente e le sue peculiarità come: “facoltà del Superconscio” che si manifesta appunto sotto forma di intuizione; in pratica, agisce come un impulso, una sorta di sesto senso capace di correggere molte situazioni della vita. In campo iniziatico consente di penetrare i simboli e pervenire all’ascenso. I gangli basali, ossia i noduli formati da cellule nervose che ricevono e trasmettono impulsi nervosi direttamente, senza coinvolgere l’attività cerebrale, costituiscono l’Archipallio, la parte antica del cervello dal punto di vista evolutivo (settore primordiale), mentre la corteccia cerebrale e la porzione intermedia tra questa e i gangli basali costituiscono il Neopallio (campo della noesi), la parte più recente. Il Neopallio èpresente anche negli animali superiori e raggiunge la massima espressione nell’uomo. Il Neopallio è legato alla coscienza del quotidiano, al computo razionale e agli aspetti più profani. L’Archipallio, al contrario, è paragonabile a una forza misteriosa e meravigliosa di cui pochi sono a conoscenza, la vera Lampada di Aladino, in grado di realizzare cose sorprendenti al di là di ogni immaginazione… Proprio questa forza è il fulcro di ogni azione-realizzazione, magica e rituale.


Ipnosi e Parapsicologia

In che modo è possibile entrare in contatto con l’Archipallio? I mezzi differiscono, per esempio si è notato che l’insorgenza dei fenomeni paranormali durante lo stato ipnotico è notevole, cosa che fu accertata fin dai primi esperimenti di ipnotismo. In effetti, sotto ipnosi la coscienza vigile si attenua e viene momentaneamente offuscata la sfera noetica. In questo modo l’inconscio ha via libera e non trova resistenza o schemi psichici che possano opporsi. Vi sono esempi di fenomeni paranormali spontanei che insorgono durante il sonno, in stato di estasi o di rilassamento. Tra le manifestazioni paranormali che si sostanziano frequentemente durante lo stato di ipnosi si registrano la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione, e la retrocognizione. Il marchese de Puysegur fu il primo a costatare la realtà paranormale connessa con il sonno ipnotico, seguito poi da altri studiosi. Anche l’ipnosi a distanza dimostrata da Richet, che vi dedicò svariati anni di ricerche, ripresa in seguito da Ochorowicz e da Janet, viene considerata un’espressione della telepatia. Alex Didier, celebre sensitivo del secolo scorso, si faceva ipnotizzare per ottenere fenomeni di chiaroveggenza. Una volta ipnotizzato era capace di leggere libri chiusi, rinvenire oggetti nascosti e ricostruirne la storia. Il ricercatore e parapsicologo Milan Ryzil, biochimico cecoslovacco, a partire dagli anni Sessanta ha applicato spesso l’ipnotismo alle sue sperimentazioni, sostenendo che a gradi diversi tutti gli esseri umani possiedono facoltà paranormali. Nei soggetti maggiormente provvisti, l’induzione ipnotica esalta notevolmente questa peculiarità, mentre nei soggetti meno dotati permette di evidenziarla. Interessanti a riguardo gli esperimenti condotti dallo psicologo Rhine, il quale si è servito dell’ipnotismo allo scopo di esaltare le facoltà paranormali di alcuni sensitivi, impartendo loro degli ordini postipnotici che rendevano queste persone fiduciose nelle proprie possibilità (“I Poteri della Mente”, Stefano Mayorca, DVE 2011). Da quanto sinora enunciato, si rileva che il contatto con il “Superconscio” può avvenire solamente per mezzo di uno stato ipnotico o di una condizione similare. Questo è vero per quanto concerne la parapsicologia, ma è assolutamente impensabile per quanti percorrono un cammino iniziatico basato su pratiche operative che coinvolgono l’ermetista stesso. Nel caso specifico, infatti, necessita il perfetto controllo dei “poteri” ridestati e il raggiungimento di uno “stato altro”, che pur proiettando il mago in una condizione vicina al sonno ipnotico, mantiene contemporaneamente lucida la sua coscienza, consentendogli di dirigere la cerimonia. L’interazione con la parte subconscia e l’Archipallio, in pratica, deve essere cercata, controllata e diretta. Un’azione attiva che si discosta dall’atto ipnotico che risulta essere passivo. Scriveva in proposito il grande ermetista Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano, 1861-1930): “…La telepatia, gli esperimenti di levitazione, la divinazione accidentale delle cose avvenire per mezzo dei sogni, i segni premonitori delle cose che stanno per succedere, sono tutte cose che già attirano l’attenzione della scienza riconosciuta, ma con risultati incompleti, perché si studia il fenomeno quando si presenta, come nei popoli selvaggi si ha la conoscenza delle eclissi di Sole o di Luna: costatano l’oscuramento del Sole e della Luna e non lo spiegano; invece, trattandosi dei casi di coscienza umana intelligente, si deve arrivare: 1. A spiegare il fenomeno (medianità, telepatia, visioni, premonizioni). 2. A produrlo a volontà. Cioè, perché questa conoscenza dell’anima diventi veramente e strettamente scientifica, si devono studiare le leggi che la regolano e la preparano nelle sue produzioni di fenomeni. Il metodo soggettivo di investigazione cosciente  sul proprio io, tanto da svilupparne la intensità e raccoglierne i frutti, rappresenta sempre e costantemente il metodo da preferirsi da coloro che desiderano ardentemente di sapere, di conoscere, di progredire. Scopo dell’integrazione è l’uomo. Non perdetelo di vista mai. Ogni vostra esperienza deve essere fatta sull’uomo: non su di un uomo, ma su di voi stessi; e, inoltre, aver coscienza di ogni passo in avanti e la cognizione esatta dei mezzi più omogenei alla provocazione di uno stato sentito che è fuori del comune”.


Karl H. Pribram e la mente olografica
È interessante citare a riguardo le ricerche del noto neuro-fisiologo Karl H. Pribram, della Stanford University, in California, comprovate anche e, soprattutto, mediante anni di esperimenti e mirate a dimostrare la sua concezione olografica della mente. In tal senso è necessario sapere che gli ologrammi - o fotografie laserizzate - illuminate convenientemente mostrano un’immagine perfettamente chiara e tridimensionale dell’oggetto originario, mentre in realtà, senza luce, l’ologramma appare come una macchia di chiaroscuri difficilmente comprensibili. Allo stesso modo, come ha provato Pribram, nel tessuto cerebrale avviene un processo analogo e il cervello immagazzina olograficamente gli oggetti percepiti, ovvero le loro immagini visive e auditive, che possono essere restituite alla percezione attraverso un processo illuminativo, non dissimile da quello che definisce l’ologramma, permettendo di vedere in maniera nitida l’oggetto originario. La fisica quantistica, con la sua quadrimensionalità - legata al quarto stato della materia, o quarta dimensione - offre nuove stimolanti risposte circa le dimensioni spazio-temporali (o tunnel psico-temporali), e alla possibilità di pervenire alla loro conoscenza (da “Il Tempio Ermetico. Le Vie dell’Iniziazione. Da Leonardo da Vinci a Giuliano Kremmerz”, Stefano Mayorca, Edizioni Rebis, Viareggio 2009). La spiegazione di questo input illuminativo risiede nell’apparato cerebrale ed è in connessione con le ghiandole endocrine, le stesse preposte alle mutazioni alchimiche mediante una speciale operatività. I processi di vivificazione dell’inconscio (o Superconscio), sono intimamente correlati alla Pineale, che ha sede nella Sentina cerebri. Strettamente legata alla Pineale è la Pitnitaria (da non confondere con la pituitaria). La tiroide, l’ipofisi, l’epifisi o pituitaria egualmente sottendono a quelle manifestazioni fenomeniche che compongono il mistero della vita e di tutti i suoi fenomeni, paranormali e non… Così, la strada per il Divino si snoda nel cuore e nell’animo di chi, avendo trasceso la sua natura saturnia (corpo fisico o piombo) è riuscito ricongiungersi con le sue origini cosmiche – divine. Perché il più grande mistero dell’universo resta l’Uomo, l’Uno indivisibile, Dio o Maestro ignoto.


Stefano Mayorca

Dal Giornale dei Misteri, settembre 2011