La sudditanza mentale

Quante volte, nella nostra vita, abbiamo permesso a idee provenienti da altre persone di penetrare la nostra mente e radicarsi in essa! Tale processo può essere poco dannoso se tali idee vengono riviste nel corso del tempo, come ad esempio avviene per insegnamenti che, quando ci furono impartiti, erano validi ma che successivamente sono stati smentiti dal progresso della ricerca scientifica. Altre idee, invece, possono essere notevolmente dannose in quanto ci rendono sudditi di individui poco scrupolosi che per motivi personali individuano per primi un'istanza che serpeggia nella società, la fanno propria e la divulgano, avendo a disposizione i mezzi per farlo, in maniera tanto subdola da lasciare intendere a chi ne è influenzato che tale idea è nata in lui e deve pertanto alimentarla, applicarla e diffonderla nella maniera più ampia possibile. I motivi personali che spingono tali individui possono essere di varia natura: ideologica, se decidono di veicolare un'idea che faccia proseliti allo scopo di instillare nella società una nuova e differente visione del convivere civile; di aspirazione al potere, se l'idea instillata tende a creare fedeli sostenitori, come spesso avviene nelle compagini politiche; mistica, se l'idea tende ad asservire a un credo religioso un certo numero di persone, allo stesso tempo ponendole in contrasto con idee consimili generate da altre menti con lo stesso intento, ma con diversa bandiera; e l'elenco potrebbe essere lungo e includere razzismo, omofobia e quant'altro.
La mente umana risponde in maniera diversa a questi bombardamenti, ma penso che possiamo affermare che ci sono tre diversi gruppi di persone che reagiscono in modo diverso. Alla base c'è il gruppo più numeroso, costituito dagli esseri più ignoranti (nel senso etimologico), che sono aperti a tutte le idee che vengono lanciate nei loro confronti e sono pronti a sostenerle come se fossero state generate dalla loro mente. Si pensi, ad esempio, a persone del tutto digiune di nozioni di economia o di politica: esse continueranno a ripetere le idee che hanno ricevuto dalla televisione o dal politico di turno e saranno pronte a difenderle a ogni costo. Un secondo gruppo è rappresentato da coloro che all'apparire di nuove idee le valutano e si comportano in uno dei seguenti due modi: o le combattono, perché si rendono conto della loro provenienza e dell'obiettivo che si propongono, o tentano di eradicarle spiegando alle masse dove si annida l'inganno. Questo gruppo di persone è rappresentato dai più colti della società umana. Esiste, poi, un terzo gruppo, rappresentato da coloro che sospendono il giudizio in attesa di rendersi conto della reale portata delle suddette idee, che in seguito accetteranno o rigetteranno basandosi sui risultati della loro esperienza e riflessione; di questo gruppo possono fare parte individui tanto dell'uno quanto dell'altro dei due gruppi menzionati sopra. Non è detto, tuttavia, che tutti gli appartenenti al primo o al secondo gruppo si comportino nello stesso modo, dal momento che la nostra mente tende ad accettare più facilmente le idee che sono più vicine a nostre esperienze o impressioni recepite in passato e maturate in noi o per continua esposizione ad esse o per una tendenza innata del nostro essere.
Una volta che un'idea altrui si è fatta strada nella nostra mente, e noi l'abbiamo accettata come se fosse stata da noi stessi generata, è molto difficile eliminarla: l'unica possibilità è rappresentata da una presa di coscienza della propria sudditanza mentale a tale idea, unita alla volontà di liberarsi da tale schiavitù a favore di una visione più personale, critica e scettica del concetto che ne sta alla base.
Purtroppo sono poche le persone che realmente e sinceramente prendono coscienza della loro sudditanza mentale verso idee provenienti da altri e anche coloro che leggono questo scritto molto probabilmente diranno a se stessi che sono liberi da tale condizionamento e che le idee che difendono sono esclusivamente loro proprie. Ma sarà davvero così?

Hahasiah